Buongiorno cari lettori, oggi parleremo nei dettagli, dei nuovi occhiali VR di HTC, gli Vive Flow.

Dopo anni di concentrazione sulla realtà virtuale orientata al business, HTC sta per lanciare un occhiale incentrato sull’intrattenimento a $ 499 chiamato Vive Flow, è stato rilasciato a novembre inoltrato, con preordini già disponibili a livello globale dal 4 novembre. Il nuovo Vive Flow ha un aspetto radicalmente diverso dalla maggior parte dei dispositivi HTC Vive.

Le informazioni inerenti al Vive Flow, che sono trapelate dicono che HTC ha trovato un compromesso tra capacità e accessibilità. Il dispositivo ha un display da 1,6K con un campo visivo di 100 gradi e una frequenza di aggiornamento di 75Hz. È un po’ più limitato rispetto alla ai 120 gradi e alla frequenza di 90 Hz che troverai sul più costoso Vive Focus 3, è anche leggermente paragonabile alla frequenza di aggiornamento di Oculus Quest, prima di un recente aggiornamento che ha ristretto il campo visivo a 110 gradi.

Il visore di HTC monta due fotocamere frontali che gestiscono il tracciamento del movimento dall’interno verso l’esterno e si prevede di supportare anche il tracciamento delle mani, sebbene la funzione non sia ancora disponibile durante. Utilizza il chipset Qualcomm XR1 di ultima generazione a differenza dell’XR2 che è presente sul Quest 2, ha un rispettabile spazio di archiviazione di 64 GB ma, a differenza del Focus 3, nessuno slot per una scheda di espansione.

L’hardware è leggero ed è un grande punto di forza per HTC difatti pesa solamente 189 grammi, rispetto ai circa 500 grammi dell’Oculus Quest 2, e ha un design a cerniera che si piega per adattarsi a qualsiasi testa. A differenza delle precedenti cuffie Vive, Vive Flow non verrà fornito con un controller quindi dovrete collegare gli occhiali in modalità wireless a uno smartphone Android e utilizzare il telefono come combinazione telecomando.

Le foto trapelate mostrano che il Flow è collegato a una scatola nera, che alcune persone hanno ipotizzato potrebbe essere un computer esterno. In realtà è una batteria che dovrebbe consentirvi di utilizzare l’auricolare per quattro o cinque ore continuativamente. Il Flow ha tecnicamente una propria batteria, ma HTC afferma che dura solo pochi minuti: ed è progettato per consentire di cambiare le fonti di alimentazione senza spegnere gli occhiali. Oltre a controllare il dispositivo, la connessione telefonica consente di eseguire il mirroring delle app Android, richiamando una copia virtuale della schermata iniziale del telefono e consentendo di avviare app come servizi video in streaming in una finestra mobile. Gli occhiali non si accoppiano con gli iPhone e, sebbene HTC non abbia escluso il supporto, in futuro, ha indicato che c’erano seri ostacoli per far funzionare bene iOS con Flow.

Quando sarà disponibile al pubblico il catalogo delle applicazioni sarà molto ristretto, di solamente 100 app a cui se ne aggiungeranno altre 50 entro la fine dell’anno. Oltre agli usi come lo streaming video, il suo annuncio di rilascio promuove le app di meditazione e i servizi terapeutici VR, che saranno su misura per i giovani ma soprattutto per gli anziani.

Il Vive Flow sembra fondamentalmente presentato come un visore VR per le persone che trovano gli attuali visori VR troppo complicati o intimidatori. O’Brien descrive il dispositivo come qualcosa che è facile da mettere in borsa durante il viaggio senza preoccuparsi di pezzi extra come i controller. “Volevamo creare qualcosa che fosse super facile e flessibile”, dice. Invece di competere direttamente con le cuffie orientate al gioco, HTC sta cercando di ritagliarsi una nuova categoria a sé stante difatti è molto più sopportabile dei precedenti visori “stile occhiali” essendo molto più pensanti, la loro presenza si faceva sentire; invece, con questi non essendo interessati al mondo del gaming non hanno bisogno di un hardware top di gamma.


Buongiorno cari lettori, oggi parleremo del metaverso, e delle ultime notizie che sono trapelate.

Il fondatore e amministratore delegato di Facebook/Meta, dopo aver affrontato la crisi delle inchieste pubbliche che gli sono state rivolte per il caso, Cambridge Analytica, e un informatore che ha accusato di mettere i profitti prima della sicurezza degli utenti, Domenica, ha annunciato l’intenzione di creare 10.000 nuovi posti di lavoro nell’Unione Europea, nei prossimi cinque anni per costruire prodotti che serviranno per il proprio metaverso, un mondo virtuale interconnesso, alla realtà aumentata e virtuale, attorno al quale, avatar e beni digitali possono essere utilizzati senza problemi.

Cos’è il metaverso?

Il misterioso mondo del metaverso potrebbe ricordare la serie Matrix. In un’intervista a luglio, Zuckerberg ha detto: “puoi pensare al metaverso come a un Internet incarnato, dove invece di visualizzare solo i contenuti, ci sei dentro”. Meta prevede di costruire una serie di mondi interconnessi utilizzando VR e AR a cui gli utenti accedono tramite PC, dispositivi mobili e console di gioco. In un mondo in cui verrai “teletrasportato” attraverso un avatar digitale in una sala riunioni per conferenze.

L’obiettivo è portare la fisicità del mondo nelle comunicazioni virtuali e “dare alle persone un senso di presenza”, afferma Zuckerberg. Il boss di Meta sostiene, inoltre che VR e AR possono colmare le lacune create dalla tecnologia di videoconferenza a cui il mondo si è abituato durante la pandemia. Incolpa l’uniformità degli incontri online per esperienze sensoriali opache, che a loro volta rendono le interazioni sociali più dimenticabili: “Trovo difficile ricordare in quale incontro qualcuno ha detto qualcosa che tutti i partecipanti alla riunione se lo ricordano, e penso che parte di ciò sia dovuto al fatto che non abbiamo questo senso di presenza nello spazio”.

Il metaverso di Zuckerberg sarà come la realtà?

Il metaverso incorporerà diverse tecnologie tra cui criptovalute, NFT e live-streaming. Per la parte del metaverso che governa l’interazione sociale, VR e AR saranno essenziali, si parla spesso dei due contemporaneamente senza una spiegazione sufficiente di come differiscano le loro tecnologie sottostanti. I visori VR oscurano la visione dell’utente, sostituendola con un ambiente virtuale trasmesso attraverso schermi integrati. Al contrario, i dispositivi AR come gli occhiali intelligenti migliorano l’ambiente circostante agli utenti, proiettando nuove informazioni su ciò che stanno già vedendo.

VR e AR sono tecnologie molto promettenti, ma che nell’ultimo periodo non stanno avendo un innovazione così pesante. Le società di gioco stanno lentamente facendo un uso migliore della realtà virtuale, anche se su questo fronte l’innovazione è stata deludente. Il settore della vendita al dettaglio sta sperimentando l’AR per incoraggiare i consumatori ad acquistare prodotti di moda e di bellezza. Ma la visione di Zuckerberg è che il metaverso migliorerà le interazioni tra individui in luoghi diversi e lontani. Prevede che impiegati, compagni di scuola e giocatori si rivolgano allo stesso modo al metaverso di Facebook/meta per collaborare, socializzare e competere tra loro. Facebook è, dopo tutto, una società di social media. Ma la giuria non ha ancora deciso se VR e AR portino qualcosa che ai consumatori manca davvero nelle interazioni tra persone molto lontane. Potrebbe essere bello essere trasportati in un altro pianeta durante i videogiochi, ma ho davvero c’è bisogno di vedere le persone in 3d durate una riunione di lavoro.

Affinché il metaverso sia trasformativo come le precedenti innovazioni tecnologiche, tra cui fax, computer e smartphone, ha bisogno come minimo di portare comodità nelle nostre vite. La tecnologia che è stata incorporata con successo nelle nostre routine quotidiane può affermare che porta convenienza, questo è quello che la mente di Mark Zuckerberg pensa sul metaverso, ma sa anche che sul mercato ci sono altre aziende che stanno creando piattaforme simili, e altre che si stanno preparando al mondo di Facebook/Meta, quindi si sta per iniziare la competizione vera e propria.


Buongiorno cari lettori, oggi parleremo di Clubhouse e di tutti gli errori che ha commesso durante il proprio sviluppo.

Clubhouse è una app di social media basata sull’audio. L’azienda si descrive come “un nuovo tipo di prodotto social basato sulla voce, che consente alle persone di tutto il mondo di parlare, raccontare storie, sviluppare idee, approfondire amicizie e incontrare nuove persone interessanti in tutto il mondo”. L’app consente agli utenti di partecipare o ospitare chat room audio. In qualità di presentatore, puoi parlare con relatori ospiti e co-conduttori o invitare i membri del pubblico. In poche parole, una stanza corrisponde ai podcast live, interattivi.

Crescita

A febbraio, Mark Zuckerberg ed Elon Musk si sono uniti a Rooms, superando il limite di 5.000 persone e aiutando la piattaforma a esplodere in popolarità. Anche celebrità (Drake, Jared Leto, Jake Paul), miliardari e celebrità (Oprah, Mark Cuban) sono stati avvistati su Clubhouse.

A maggio 2020, due mesi dopo il suo lancio, Clubhouse contava 1.500 utenti. A dicembre 2020, questo numero era cresciuto fino a 600.000 utenti. A febbraio 2021, 10 milioni di persone utilizzavano Clubhouse settimanalmente e l’app era ancora solo su invito, in versione beta privata e disponibile esclusivamente su iOS. Al giorno d’oggi, chiunque disponga di un numero di telefono può accedere con un OTP, e l’app è diventata disponibile per gli utenti Android nel maggio 2021. La pandemia di COVID-19 è stata ovviamente il punto di svolta per la piattaforma, poiché la maggior parte delle persone era bloccata a casa.

Declino

Le installazioni mensili di Clubhouse avevano iniziato a diminuire drasticamente e i dati della società indicavano che le installazioni erano diminuite da 9,6 milioni a 2,7 milioni in un solo mese.

Il motivo di questo è collegato ai fondatori che stavano attivamente cercando di far crescere i suoi numeri, ma i server della piattaforma e gli algoritmi di rilevamento non erano ancora pronti per un aumento esponenziale degli utenti. Inoltre, l’azienda ha dovuto affrontare problemi di sicurezza in Cina e problemi di privacy dei dati in Europa.

Alcuni utenti hanno constatato che la qualità dei contenuti era diminuita e che la piattaforma si era riempita di guru sugli investimenti e su finti influencer/esperti che cercavano di truffare gli ascoltatori. D’altra parte, le restrizioni relative al COVID-19 si sono alleggerite e il numero di persone vaccinate è aumentato portando la gente ad uscire e incontrarsi dal vivo al posto che utilizzare uno smartphone.

Concorrenza

Ancora più importante, il dominio di Clubhouse è sempre più minacciato, l’aumento della popolarità ha portato gli occhi di gigantesche aziende come Facebook, Twitter, Spotify e LinkedIn su di loro, portandoli così a copiare le chat vocali e implementarle sulle proprie piattaforme pur di recuperare quelle migliaia di utenti mancati.

Qual’è il futuro di Clubhouse?

La piattaforma sta gestendo diversi problemi. Ad oggi vengono ancora create una media di 300.000 stanze, dove le persone trascorrono circa 60 minuti. Gli investitori sono però non sono soddisfatti, difatti si stanno ritirando uno dopo l’altro. Andreessen Horowitz ha guidato un nuovo round di finanziamento che ha portato a valutare la società ben 4 miliardi, però dagli ultimi dati la stima arriva a malapena a 1 miliardo. Questo indipendentemente dai profitti pari a zero dalla sua nascita, non avendo ancora calcolato un modo di guadagno.

Nell’aprile 2021, Clubhouse ha lanciato i pagamenti in-app, una funzione che consente agli utenti di dare la mancia ai loro host preferiti con nemmeno l’1% di commissioni, tutti i soldi andavano ai creator. Clubhouse deve ora concentrarsi sui creatori, che saranno la chiave per la fidelizzazione e del successo. L’abilitazione degli abbonamenti potrebbe quindi essere il prossimo passo logico, quello intrapreso da piattaforme come Patreon, Twitch e Twitter.

Questo è tutto riguardo Clubhouse, ad un prossimo articolo.


Buongiorno cari lettori, oggi parleremo degli ultimi leaks sulla Sony Xperia Pro-l, e nello specifico sulla fotocamera.

Dopo diversi leaks emersi nei giorni scorsi, Sony ha annunciato ufficialmente il suo Xperia Pro-I, uno smartphone con una fotocamera spaventosa. Il Pro-I è dotato di un sensore principale da ben 1 pollice, il primo al mondo ad essere montato su uno smartphone; a causa dei limiti di dimensione, inserire sensori di questa grandezza su dei normali smartphone è piuttosto complesso, sia dal punto di vista dei costi che dell’ingegneria. Questo telefono, il nuovo flagship di Sony, sbarca sul mercato con un prezzo di partenza di 2.499€. L’Xperia Pro-I è dotato di una varietà di sofisticate funzioni della fotocamera per chi è davvero appassionato di dispositivi fotografia e cinematica.

Questo sensore da 1 pollice, Sony afferma essere lo stesso sensore utilizzato nell’RX100 VII, difatti anche questo supporta l’autofocus a rilevamento di fase super-veloce con 315 punti AF che coprono il 90% del fotogramma e lo scatto RAW a 12 bit, queste specifiche sono simili a quelle delle fotocamere mirrorless più costose, sempre di Sony; supporta anche l’Eye AF in tempo reale e il tracking in tempo reale durante le riprese di foto e video, per mantenere il soggetto nitido anche mentre si muove. L’altra caratteristica insolita inclusa da Sony nell’Xperia-I è il supporto alle aperture variabili che consentono alla camera principale di passare da f/2.0 a f/4.0 con il semplice tocco sullo schermo, qualcosa che secondo Sony dovrebbe aiutare ad aumentare la gamma dinamica e il bokeh. L’ultima volta che si è visto un telefono con una fotocamera ad apertura variabile era sul Samsung Galaxy S9 e, sebbene ci fossero alcuni piccoli vantaggi, l’impatto complessivo non è stato gran che.

Oltre alla sua fotocamera principale a 24 mm, l’Xperia-I sfoggia anche una camera ultra grandangolare da 16 mm e una teleobiettivo da 50 mm, con un sensore del tempo di volo 3D bonus per aiutare con l’autofocus e il rilevamento della profondità. Sony afferma inoltre che questo sarà il primo smartphone al mondo che supporta la registrazione 4K a 120 fps, mentre i tre microfoni del telefono (due microfoni stereo e un terzo microfono mono accanto al modulo della fotocamera posteriore) consentono al Pro-I di catturare alti audio di alta qualità filtrando anche i fastidiosi rumori di sottofondo. Sony ha persino creato una nuova modalità Videography Pro che semplifica la regolazione delle impostazioni o il controllo dei livelli, mentre la funzione Cinema tography Pro di Sony prende in prestito otto impostazioni di colori di livello professionale dalle camere cinematografiche digitali di fascia alta di Sony.

Altre specifiche tecniche

L’ Xperia Pro-I è alimentato da un processore Snapdragon 888 con 12 GB di RAM, 512 GB di spazio di archiviazione integrato e uno slot per schede microSD nel caso in cui sia necessario ancora più spazio per foto e video. L’Xperia-I dispone anche di un display OLED 4K da 6,5 ​​pollici realizzato in Gorilla Glass Victus, IP 65/68 cioè resiste alla polvere e all’acqua, un sensore di impronte digitali e, come tutti i buoni telefoni Xperia, un pulsante di scatto dedicato sul lato. Ma la features più bella dell’Xperia Pro-I potrebbe non essere il telefono stesso, ma il suo monitor Vlog esterno, che è un display LCD da 3,5 pollici che si collega al retro del telefono, così potrete monitorare il tuo filmato o comporre meglio i vostri scatti, pur essendo in grado di registrarvi con il grande sensore principale di Pro- I. Oltre a questo sarà possibile collegare l’impugnatura GP-VPT2BT o altre impugnature di terze parti in modo da poter registrare senza bisogno di capovolgere il telefono. Tuttavia, con un prezzo iniziale di 2.499€, l’Xperia Pro-I è un prodotto indirizzato ad un pubblico di appassionati e professionisti, che utilizzano solamente gli smartphone.